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    September 28

    ...con silenzio e con lacrime...

     
    “… Chi innanzi a me ti nomina
    suona a morto al mio orecchio;
    un brivido mi scuote:
    perché eri tanto cara?
    Essi non sanno che ti ho conosciuta,
    che ti ho conosciuta troppo bene:
    a lungo a lungo avrò di te un rimpianto
    troppo profondo a dirsi.

    C'incontrammo in segreto: in silenzio
    mi dolgo che il tuo cuore
    possa avermi scordato,
    tradito la tua anima.

    Se dovessi incontrarti
    dopo lunghi anni,
    come salutarti?
    Con silenzio e con lacrime".

    GEORGE BYRON

    September 24

    Un angelo...

         “Che può dirti un angelo se non che ti ama e che è felice di ogni più piccolo passo che fai verso la tua felicità, una felicità completa che non sia soltanto l’opposto del dolore o la speranza di evitarlo.

       Che può dirti un angelo se non che sorride ogni volta che ti vede e che bacerebbe il terreno dove posi i piedi.

       Che può dirti un angelo se non che ti terrebbe per mano e accompagnerebbe in riva al mare al tramonto per ascoltare il mare e per vedere che capisci il silenzio della mente ed il canto del cuore.

       Questo un angelo ti direbbe.

       Un angelo ha parole solo per te”.
    09.07.06, by Daliante*
    September 23

    *la sabbia e il mare*

    "Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
         La sabbia. E il mare.
         Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
         Il cavalletto è ancorato con corde sottili e quattro sassi posati nella sabbia.Oscilla impercettibilmente al vento che sempre soffia da nord. L'uomo porta alti stivali e una grande giacca da pescatore. Sta in piedi, di fronte al mare, rigirando tra le dita un pennello sottile. Sul cavalletto, una tela.
         E' come una sentinella - questo bisogna capirlo - in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare svenografia dell'essere. Giacchè sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe a un attimo dal diventare verità e invece immedatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice e infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie a fiumi e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà - proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiaggia, costeggiando la risacca del mare, e riga da destra a sinistra l'orami perduta perfezione del trande quadro consumando la distanza che la divide dall'uomo e dal suo cavalletto fino a giungere a qualche passo da lui, e poi proprio accanto a lui, dove diventa un nulla fermarsi - e, tacendo, guardare.
         L'uomo non si volta neppure. Contina a fissare il mare. Silenzio. Di tanto in tanto intinge il pennello in una tazza di rame e abbozza sulla tela pochi tratti leggeri. Le setole del pennello lasciano dietro di sè l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame c'è solo acqua. E sulla tela, niente. Niente che si possa vedere".
    ALESSANDRO BARICCO - *Oceano Mare*

    “…sai mi manca quella parte di me

    che non trovo adesso senza di te…”.

    STADIO

    September 19

    Voglio dirti


    "Voglio dirti del mio cuore
    altrimenti non chiederesti
    cosa è nascosto nel mio silenzio.

    Che ne sapresti se semino i sogni,
    se mi struggo in attesa della pioggia,
    o se aro la terra perchè l'incontri.

    Non diresti degli anni di follia
    che l'amore m'instilla a primavera
    e che miete ad ogni mia estate.

    Non oseresti dissotterrare le radici
    che diramano invisibili,
    per sapere se s'apre il fiore o muore.

    Ma chiedi se io rimanga in piedi,
    sotto il peso del dolore,
    per i tuoi affanni oltre che i miei.

    E pure in piedi danzerei con te,
    ubriachi di vita e scatenati
    oltre i confini di leggi e lacci.

    Ma non chiamare tradimento
    la mia mancanza di risposta
    se a chiamarmi non è l'anima.

    Dell'anima io sono una promessa,
    come dall'anima vedo bellezza
    dove né sole né uomini guardano.

    Così ho attraversato stremato
    lo strazio di una vita segnata
    da infiniti istanti abbandonati.

    Ora veglio al centro del mio dolore,
    perché ho il mio posto nel vuoto,
    il posto di chi vuole amare".

     

    *DALIANTE*

    Ennesima eclissi

    "In effetti... sembra notte fonda.
    L'ennesima eclissi, tra un dolore e un altro.
    Quaggiù all'inferno si invecchia... l'aria è più accesa.
    Quaggiù all'inferno si cambia più spesso rotta,
    nessuna beata certezza nè l'ombra di commovente pietà.
     
    non pensare che sia distante non pensare
    non pensare che sia distante non pensare
    non pensare che sia distante
    da qui vedo la tua casa.
     
    In effetti... tra un girone e un altro
    cercavo i tuoi occhi blu di metilene.
    Quaggiù all'inferno perpetua croce e delizia.
    Quaggiù all'inferno si sconta l'aspra e inflessibile sentenza.
    Fra gli inferi il dubbio serpeggia...
    nessuna beata certezza nè l'ombra di commovente pietà.
     
    non pensare che sia distante non pensare
    non pensare che sia distante non pensare
    non pensare che sia distante
    da qui vedo la tua casa".
     
    CARMEN CONSOLI
     
    (...giornata decisamente neraaaaaaaaaaaa).
     
     
    September 17

    Addio

    "...
    E' la musica che è difficile, questa è la verità.
    La musica che è difficile da trovare, per dirselo. Lì così vicini.
    La musica e i gesti, per sciogliere la pena, quando proprio non c'è più nulla da fare,la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo, quell'andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita. Strano pendolo dell'anima, salvifico e assassino.
    A saperlo danzare farebbe meno male, e per questo gli amanti, tutti, cercano quella musica, in quel momento, dentro le parole, sulla polvere dei gesti, e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica, un largo silenzio amoroso, radura del commiato e stanco lago che infine cola nel palmo di una piccola melodia, imparata da sempre da cantare sottovoce.
     
    Addio.
    Una melodia da nulla".
     
    "OCEANO MARE" *A. Baricco*
     

    I giorni migliori

    "Oltre i muri che vedi andando avanti
    fra i discorsi invidiosi ed arroganti,
    le cose che senti nel cuore non rinnegarle mai
    sono fragili
     ma possiamo difenderle
    se voleranno in alto i nostri pensieri più limpidi.
     
    Aiutami a ritrovare l'interesse
    per le piccole cose
    che sono alla base di tutte le promesse
    del futuro che cresce,
    perché sono le sfumature a dare vita ai colori
    a farci tornare in mente le cose più pure
    dei giorni migliori.
     
    Non ci sono percorsi più brevi da cercare
    c'è la strada in cui credi
    e il coraggio di andare"
     
    TIROMANCINO

    "Ascolta bene ciò che non ti dico.
    Non lasciarti ingannare da me.
    Non lasciarti ingannare dalle mie apparenze.
    Perché sono solo una maschera, forse mille maschere che ho paura di togliere, anche se nessuna di esse mi rappresenta.
    Do l'impressione di essere sicuro, che tutto procede a gonfie vele, dentro come fuori, di essere la fiducia in persona, di possedere la calma come una seconda natura, di essere in controllo della situazione e di non aver bisogno di nessuno.
    Ma non credermi, ti prego.
    Esteriormente posso apparire tranquillo, ma ciò che vedi è una maschera.
    Sotto, celato, c'è il mio vero io nella confusione, nella paura, nella solitudine.
    Ma io nascondo.
    Non voglio che nessuno lo sappia.
    Sono preso dal panico al solo pensiero di esporlo.
    Ecco perché ho costantemente bisogno di creare una maschera che mi nasconda, un'immagine pretenziosa, che mi protegga dallo sguardo che capisce.
    Ma tale sguardo è precisamente la mia salvezza.
    Ed io lo so.
    Quando, però, è seguito dall'accettazione dell'amore allora diventa lo strumento che può liberarmi da me stesso, dal meccanismo di barriere che ho eretto; lo strumento che mi può rassicurare di ciò che non riesco a convinvere me stesso: di valere veramente qualcosa.
    Questo però non te lo dico. Non ho coraggio.
    Ho paura che il tuo sguardo non sia seguito dall'accettazione, dall'amore.
    Forse temo che tu possa cambiare opinione su di me, che ti prenda gioco di me e che il tuo sorriso mi uccida.
    Ho paura, in fondo in fondo, di non valere niente, che tu ti accorga di questo e mi rigetti.
    Allora continuo il mio gioco di pretese disperatecon una apparenza esteriore sicura e con un bambino tremante dentro.
    Sfoggio la mia sfilata di maschere e lascio che la mia vita diventi finzione.
    Ti racconto tutto ciò che non conta niente e niente di ciò che è veramente importante, di ciò che mi strugge dentro.
    Perciò quando riconosci questa routine non lasciarti distrarre dalle mie parole: ascolta bene ciò che non ti dico, ciò che vorrei dire, ciò che ho bisogno di dire, ma che non riesco a dire.
    Non mi piace nascondermi, te lo confesso.
    Vorrei tanto essere spontaneo, onesto e genuino, ma tu devi aiutarmi.
    Per favore stendi la tua mano, anche quando questa sembra sia l'ultima cosa che voglio.
    Tu puoi portare alla luce la mia vitalità: ogni volta che sei gentile, attento e premuroso, ogni volta che cerci di comprendere perché mi vuoi bene il mio cuore palpita e rinasce.
    Voglio che tu sappia quanto sei importante per me, come tu hai il potere di far emergere la persona che sono.
    Solo se lo vuoi. Ti prego, ascoltami.
    Tu puoi far cadere le barriere dietro le quali mi rifugio, tu puoi rimuovere la mia maschera, tu puoi liberarmi dalla mia prigione solitaria.
    Non ignorarmi! Per favore non passare oltre!
    Abbi pazienza con me.
    A volte, sembra, che quanto più ti avvicini tanto più mi ribelli alla tua presenza.
    E' una cosa irrazionale, ma è così: combatto ciò di cui ho bisogno.
    L'uomo è spesso fatto così!
    Ma l'amore è più forte di ogni resistenza e qui sta la mia speranza.
    La mia vera speranza.
    Aiutami a far cadere le barriere con le tue mani sicure, ma con mani gentili perché un bambino resta molto fragile.
    Chi sono, ti domandi?
    Sono qualcuno che conosci molto bene.
    Sono ogni persona che incontri.
    Sono te stesso".
     
    SII UN GIRASOLE ACCANTO AI SALICI PIANGENTI - ARNALDO PANGRAZZI.

    Ognuno è solo con la sua vita,
    come sarà con la sua morte.
    Ma l’angelo dolce schiude le porte
    d’un tocco delle tenere dita,
    tacito entra nella prigione
    dove l’anima, sola, siede,
    fisso guarda e sorride lieve.
    Beata è l’anima, col suo amore.

    ( d. valeri )

    Fiori Che Non Sbocciano

    "quando il sole se ne va e la luna sale su
    ritornano in me giorni di noi...
     
    da un balcone di malinconia quella sera quella via
    la mano che io non ti sfiorai
    e la vita che non ci incontrò mai più
     
    sono i fiori che non sbocciano i più belli sai
    quelli che poi non appassiranno mai.
     
    e chissà tu con chi sei a chi hai dato i sogni miei
    se piove anche lì dove sarai
     se un profumo una canzone un film
    ti ha fermato il fiato mai
    mentre sei lì che scaldi un caffè
    ti sorprende una malinconia di me
     
    sono i fiori che non sbocciano i più belli sai
    quelli che poi non appassiranno mai.
     
    sono i fiori che non sbocciano
    (sono i fiori quelli che)
    che non coglierai
    (che non coglierai)
     
    I RICORDI CHE NON MORIRANNO MAI".
     
    Neri per caso
    September 16

     
    “La mente soppesa e misura,
    ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
    e ne abbraccia il segreto;
    e il seme dello spirito è immortale.
    Il vento puo' soffiare e placarsi, e il mare fluire e rifluire:
    ma il cuore della vita è sfera immobile e serena,
    e in quel punto rifulge una stella che è fissa in eterno”.

    *Gibran*

     

    C'è il silenzio del cielo prima del temporale,
    delle foreste prima che si levi il vento,
    del mare calmo della sera, di quelli che si amano,
    della nostra anima,
    poi c'è il silenzio che chiede soltanto
    di essere ascoltato.

      
    Romano Battaglia

    September 13

    Tra nuvole e lenzuola

    “Ore che
    lente e inesorabili
    attraversano il silenzio
    del mio cielo
    per poi nascondersi
    ad un tratto
    dietro nuvole
    che straziano il sereno
    sentirle riaffiorare
    quando tutto
    sembra aver trovato il giusto peso
    aver la voglia
    di rubarle al tempo
    per potergli dare
    tutto un altro senso
    distratto, stupido e testardo
    come sempre provo a farlo
    ho deciso di fermarlo
    per poterti avere ancora
    non dire una parola
    sperando che non se ne accorga
    ho strappato via anche l’ultima mezz’ora
    pensando che sia l’unica maniera
    per sentirti qui vicino ancora
    sempre più stupido e testardo
    come sempre torno a farlo
    e di nuovo per fermarlo
    e poterti dire
    ancora
    tra nuvole e lenzuola
    non FARLO PER UN’ ORA
    non farlo mai per ora
    e stringimi allora
    tra nuvole e lenzuola
    non dire una parola
    non dire una parola

    ore
    che lente
    e inossidabili
    attraversano il silenzio del mio cielo
    e si nascondono ad un tratto
    dietro nuvole
    che straziano il sereno
    le senti riaffiorare quando tutto
    tutto sembra aver trovato il giusto peso
    aver la voglia di rubarle al tempo
    per potergli dare ancora un altro senso ancora
    stringimi allora
    tra nuvole e lenzuola
    non DIRE UNA PAROLA
    non farlo mai per ora
    abbracciami ancora
    tra nuvole e lenzuola

    non dire una parola
    non dire una parola

    ore
    che lente
    e inossidabili
    attraversano il silenzio del mio cielo
    e si nascondono ad un tratto
    dietro nuvole
    che straziano il sereno
    le senti riaffiorare quando tutto
    sembra aver trovato il giusto peso
    aver la voglia di rubarle al tempo
    per potergli dare ancora un altro senso ancora".

    NEGRAMARO 

    September 12

    con tutto il cuore...

    “In qualunque direzione vai,

    vacci con tutto il cuore".

     

                                                          Confucio*

     

    September 11

    Buona Fortuna

    "per un piatto di allegria
    per una nuova compagnia
    per te...
    buona fortuna
    per un anno in piu'
    per quello che vuoi tu...
    per le notti piene di idee
    e di dolci malinconie...
    buona fortuna
    che non basta mai
    per te che te ne vai...
    buona fortuna
    per un' altra eta'
    per quello che verra'...
    buona fortuna
    che non basta mai
    a te che te ne vai...
    per un bacio dato via
    per un amore chiuso per addio...
    buona fortuna
    per quel po' di me
    che porterai con te...
    per le storie perse qua e la
    per la vita che se ne va...
    buona fortuna
    che non basta mai
    a te che te ne vai...
    per te
    che te ne vai...
    per te...
    per te che te ne vai".

    Claudio Baglioni


    September 08

    Come Una Goccia...

    "Come una goccia
    che scava la roccia...
     
    così,
    lentamente
    dolcemente
    impercepibilmente...
     
    hai scalfito ogni
    barriera
    e mi hai sfiorato
    il Cuore".
     
    (...grazie*)
     
    alegnairam* - 08.09.06 h:15.26
     
     

    come un seme nel cuore dell'inverno...

     
    1° marzo 1916.

    "Mia amata Mary, mi sento come un seme nel cuore dell'inverno, consapevole dell'approssimarsi della primavera. Il germoglio spezzerà il baccello, e la vita ancora addormentata in me dovrà emergere in superficie, quando sarà chiamata.
    Il silenzio è doloroso. Ma è nel silenzio che le cose prendono forma, e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l'unica cosa che dobbiamo fare è attendere. In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c'è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire. Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri.
    Noi abbiamo molte più capacità di quante immaginiamo. Ci sono memnti in cui l'unica maniera di imparare è non prendere nessuna iniziativa, non fare niente. Perché, anche negli attimi di totale inazione, questa nostra parte segreta sta lavorando e apprendendo.
    Quando la conoscenza occulta nell'anima si manifesta, siamo sorpresi di noi stessi, e i nostrei pensieri invernali si trasformano in fiori che intonano canti mai sognati prima.
    La vita ci darà sempre più di quanto riteniamo di meritare".

    Kahil Gibran a Mary Haskel, da "Lelettere d'amore del Profeta".

    non ti sento

    "Non mi emozioni...
    ... non mi emozioni...
     
    ... non ti sento ... non ti sento ...
     
    Mi dispiace...
    ma proprio non riesco a sentirti".
     
    alegnairam78
     

    come sempre...

    "come sempre
    come sempre capirò
    non è niente
    non è niente passerà
    un istante una vita in scatola
    deprimente una scusa basterà
    come sempre ti assicuro capirò
    come sempre oggi mi accontenterò
    se chiudo gli occhi scivoli via da me
    scivoli via
    da me".
     
    NEGRAMARO